Trading Italia, nuove competizioni per il 2017

Il trading online è una “materia” relativamente giovane. Arrivato in Italia nel 1999 a seguito della regolamentazione del Nuovo Regolamento Consob di attuazione del Testo Unico dei mercati finanziari, è anche indicato con l’acronimo inglese TOL. Ma cosa si intende per Trading Online? Si tratta di un servizio attraverso cui è possibile acquistare e vendere online strumenti finanziari, quali azioni, obbligazioni, titoli etc. Uno dei vantaggi del trading online è senza dubbio il minor costo delle commissioni richieste all’investitore. Oggi esistono moltissime piattaforme che offrono la possibilità di fare trading online, segno di un interesse sempre crescente e tutt’ora in voga.

A rafforzare questo dato è la nascita delle cosiddette Universiadi del Trading, un campionato universitario internazionale con denaro reale, indette da Directa, azienda leader nel settore delle piattaforma di trading online.

Le universiadi del Trading quest’anno si svolgeranno il 5 settembre e si tratta della settima edizione.

Il campionato si svolgerà in due fasi, la prima di qualifica della durata di 3 mesi con denaro virtuale, ed una finale (dal 9 gennaio al 1 giugno 2018) che prevede l’accesso delle prime 25 squadre qualificate. Ogni squadra avrà a questo punto un budget offerto da Directa di 5.000€ con il quale operare sui mercati presenti nella piattaforma Directa.

La squadra vincitrice sarà quella che avrà ottenuto, al termine della seconda fase, la migliore performance sui mercati. Il valore aggiunto del torneo è che Directa si farà carico di tutte le eventuali perdite, mentre le plusvalenze resteranno nelle mani della squadra in gara.

Ogni squadra ha ovviamente un professore di riferimento e a quest’utlimo, in caso di vittoria, verrà riconosciuto un premio di 20.000€, da utilizzare in ricerca e/o attività didattiche.

Un po’ di numeri

Nell’edizione passata hanno partecipato ben 157 squadre, provenienti da 16 paesi.

Gli studenti totali sono stati 594.

Il primo premio è stato vinto dalla Cvut Brokers di Praga. Un plauso per l’italiana Materelettrica (Conservatorio di Musica di Matera) a cui è invece andato il premio della critica, oltre al raggiungimento del secondo posto.

Terzo posto per la Gmat (Alma Mater Studiorum Bologna).

Date e appuntamenti:

Fase di qualifica: dal 5 settembre del 2017 al 7 Dicembre 2017.

Fase finale: inizio 9 Gennaio 2018 fine 1 giugno 2018.

Le iscrizioni saranno accettate a partire dal 12 giugno 2017. E’ possibile iscriversi anche a campionato iniziato, entro il 29 settembre 2017.

Il regolamento completo delle Universiadi di Trading online firmate Directa, lo trovate a questo link: www.unichallenge.eu.

Rischi legati ai Depositi Bancari

Com’e noto, in Italia l’organismo preposto a garantire la tutela dei depositi bancari è il fondo interbancario di tutela dei depositi (FIDT). Il Fondo interbancario è stato istituito nel 1987 e garantisce nei limiti previsti dallo Statuto, i correnti delle banche italiane, assicurando gli stessi per la cifra di 100.000 euro per ogni conto corrente, in caso di default (fallimento) della banca. Ma è proprio così?

Il fondo interbancario di garanzia non è in realtà un fondo, ma costituisce un accordo tra le banche di intervenire in caso di fallimento di un istituto di credito. Al contrario di alcuni Fondi Bancari Europei, che obbligano le banche a versare denaro nel fondo garantito, in Italia il FIDT ha le casse vuote. E’ chiaro che questi fondi sono nati per intervenire in caso di fallimento di pochi istituti bancari, quindi in caso di grave crisi, questi non riusciranno ad intervenire. Infatti i fondi a disposizione del FIDT da utilizzare per far fronte ad eventuali dissesti bancari e da poter rimborsare ai depositanti ammontano a qualche miliardo di euro, ossia appena 0,4 – 0,8 % del totale dei fondi rimborsabili. Da ciò si deduce che i fondi disponibili in caso di dissesto finanziario non sarebbero neanche sufficienti per coprire i rimborsi di una banca di piccola dimensione. E’ chiaro che tutta questa “garanzia” del FIDT può’ funzionare solo in caso di default di banche minori o alla presenza di una forte mancanza di liquidità. 

Le statistiche dicono che una banca solida dovrebbe avere il Core Tier (un indicatore di bilancio che misura la solidità’ di una banca) sopra il 6%, ma soprattutto un coefficiente di solvibilità sopra l’8%. Diverse banche italiane hanno questi parametri più bassi e sono più’ sotto capitalizzate. Ora comprenderete, nonostante le informazioni positive dei mass media sulla solidità del sistema bancario italiano, che detto Sistema bancario è fragile e rischia di peggiorare al prolungamento della crisi o al periodo di stagnazione economica. Tale situazione genera ulteriori sofferenze anche alle banche ed appare del tutto fuorviante parlare dell’esistenza di una garanzia assoluta sui depositi inferiori a 100.000 euro. 

Le migliori città europee per gli investimenti immobiliari

Con la crisi degli ultimi anni sempre più imprenditori hanno deciso di intraprendere la via degli investimenti immobiliari in svariate zone del mondo.

Secondo vari studi – tra cui il nuovo Investment Intensity Index di JLL che analizza il volume degli investimenti immobiliari commerciale diretto in una città – sono ben 12 le località europee preferite per gli investimenti immobiliari, tutte tra le prime 30 posizioni di una classifica su scala mondiale.

Al primo posto di questa classifica troviamo Oslo, che ha un mercato abbastanza piccolo ma molto sviluppato grazie gli imprenditori locali. A seguire c’è Londra, uno dei punti di riferimenti di tutta Europa per quanto riguarda qualsiasi tipo di investimento; al terzo e al quarto posto troviamo Monaco ed Edimburgo.

Questa classifica dimostra come le città europee siano preferite dagli imprenditori esteri per varie ragioni, tra cui la trasparenza e la sostenibilità,  oltre che la certezza di un ottimo investimento per chi acquista in dollari.

La Compendium Value consiglia sempre di investire sul mattone visto che è uno dei mercati più attraenti nonostante ci sia stata una piccola flessione negli ultimi tempi.

In questo periodo le città dove poter effettuare qualche investimento mobiliare sono numerose, soprattutto quelle di medie dimensioni che sono specializzate in varie attività e, contemporaneamente, sono high-tech, come Berlino o Stoccolma, due città molto appetibili da tutti gli imprenditori.

Altre città molto interessanti possono essere quelle scandinave, che come già detto, rispecchiano benissimo la caratteristica della media dimensione e dello sviluppo tecnologico. Compendium Value consiglia di tenere sempre d’occhio queste località, insieme alle più famose capitali europee come Amsterdam, Dublino e Copenhagen.

Come riporta lo studio realizzato da Investment Intensity Index di JLL, tutti i mercati minori che si stanno sviluppando in Europa hanno innalzato gli investimenti a livello globale in maniera efficiente: pensate che nel 2006 erano solo del 12%, mentre nel 2016 questo dato è quasi raddoppiato, arrivando al 23%.

Questo dato fa riflettere visto che in termini numerici l’Europa ha superato il mercato dei Big 6: New York, Londra, Parigi, Tokyo, Hong Kong e Singapore.

Nella top 30 di questa classifica, spiccano in particolar modo il vecchio continente e l’America, con qualche città asiatica:

  1.   Oslo
  2.   Londra
  3.   Monaco
  4.   Edimburgo
  5.   Silicon Valley
  6.   Francoforte
  7.   Dublino
  8.   Sydney
  9.   New York
  10.       Copenhagen
  11.       Parigi
  12.       San Francisco
  13.       Stoccolma
  14.       Boston
  15.       Las Vegas
  16.       Melbourne
  17.       Ginevra
  18.       Raleigh – Durham
  19.       Amsterdam
  20.       Los Angeles
  21.       Seattle
  22.       Washington DC
  23.       Austin
  24.       Berlino
  25.       Toronto
  26.       Denver
  27.       Phoenix
  28.       Hong Kong
  29.       San Diego
  30.       Tokyo

Il valore dell’oro in rialzo sul mercato

In un momento così delicato per l’economia, c’è un metallo prezioso che sta tornando prepotentemente protagonista sul mercato: l’oro.

Questo incredibile picco si è registrato dopo che Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d’America, ha fallito nel suo tentativo di far passare la nuova riforma relativa alla legislazione nell’ambito sanitario, ovvero il cosiddetto Obamacare, suo cavallo di battaglia durante le elezioni. Dopo questa sconfitta, in molti hanno sollevato dubbi sulle reali capacità del nuovo governo a stelle e strisce, soprattutto perché finora non sta riuscendo a mantenere le promesse effettuate in campagna elettorale.

Iniziano ad emergere dei dubbi anche sui famosi investimenti sullo sviluppo di infrastrutture tanto sponsorizzati dal presidente Trump, e questi fallimenti stanno facendo cambiare idea a molti investitori che inizialmente avevano ben accolto la salita al potere del presidente, ed hanno portato a modificare le proprie strategie nuocendo al dollaro e ai listini azionari, ma che per effetto opposto hanno riportato in auge l’oro che torna nuovamente alla ribalta come bene di rifugio, oltre che a muoversi in territorio positivo.

A fine marzo il valore dell’oro si è fermato sui 1253 dollari per oncia, dopo aver sfiorato per svariato tempo i 1260 dollari.

Compendium Value consiglia di tenere sotto controllo questo mercato, soprattutto in funzione di quel che potrebbe accadere in futuro.

Il valore del metallo deve far conto anche alla decisione da parte della Fed di alzare i tassi sull’oro di 25 punti base. Questo innalzamento ha fatto cambiare molte stime da parte degli analisti, anche se quasi tutti concordano sul fatto che si arriverà a toccare i 1300 dollari l’oncia entro metà anno, per poi subire un leggero calo e tornare ai livelli attuali entro dicembre.

Il metallo prezioso è tornato prepotentemente sul mercato dopo un grosso calo avvenuto immediatamente all’elezione del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump. Con la sua salita al potere, però, ci si aspettava un grosso aumento dell’economia statunitense, cosa che non è avvenuta per le mancate riforme che mettono davvero a dura prova il sistema produttivo americano che potrebbe subire grosse perdite. I dubbi sul nuovo governo e sulle reali probabilità di implementazioni di quanto era stato promesso, sta aumentando la richiesta di beni di rifugio.

Ma se da una parte l’oro va in rialzo, il rame è ai minimi storici da circa qualche settimana; il rame non è l’unico metallo che sta subendo dei ribassi, anche per via dell’economia cinese che è un po’ titubante anche verso gli altri metalli non ferrosi.